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Blog di Doretta

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Guide

Come Tradurre gli Aggettivi Dimostrativi in Francese

Aggiornato il Agosto 24, 2017 da Doretta

Sia in italiano che in francese gli aggettivi dimostrativi sono questo, quello, codesto, stesso, medesimo e tale. Codesto è un vocabolo ormai desueto, mentre gli ultimi tre dell’elenco non presentano alcuna difficoltà di traduzione in quanto non hanno degli usi particolari e perciò se non si conoscere l’esatto vocabolo francese lo si può cercare tranquillamente sul dizionario. Per il corretto uso di questo e quello invece occorre conoscere qualche regola che ora vedremo insieme.

Per iniziare, in questa guida parliamo di aggettivi e non di pronomi dimostrativi. Per questi, è possibile fare riferimento alla guida pubblicata sul sito Linguaegrammatica.com in questa pagina.

Per iniziare, è importante chiarire che non esiste un vocabolo specifico che traduce questo e un altro che traduce quello. Per i francesi entrambi vengono tradotti usando una stessa parola, tuttavia è possibile specificare meglio, se lo si desidera e in questo modo si capirà immediatamente se l’oggetto a cui è riferito l’aggettivo dimostrativo si trova vicino o lontano da chi sta parlando. Ricorda che secondo la grammatica italiana questo si usa per indicare qualcosa che è vicino a chi parla, mentre quello per ciò che è lontano.

Come ti ho detto in precedenza i francesi utilizzano quindi un solo vocabolo per tradurre questo e quello, ma bisogna stare attenti nell’utilizzarlo perchè ci sono delle particolarità. Per il singolare maschile vi sono due forme di aggettivo dimostrativo: ce e cet. La prima forma si utilizza davanti a sostantivi maschili che iniziano per consonante, mentre cet accompagna i nomi maschili che iniziano per vocale o h muta. Eccoti due esempi per capire meglio. Ce garçon est français e Cet enfant est français. Poiché enfant è maschile, ma inizia per vocale ha preso davanti a sé cet.

Le difficoltà sono decisamente minori per quel che riguarda gli aggettivi dimostrativi femminili, infatti esiste una sola forma che è Cette e non importa se il sostantivo inizia per vocale o consonante. Quindi scriverai Cette fille est française, ma anche Cette enveloppe est petite. Dovrai però fare attenzione che alcuni nomi che in italiano sono maschili in francese cambiano genere, quindi si dovrà tradurre Cette table per dire questo tavolo.

Per quel che riguarda il plurale invece non avrai alcun problema perché esiste una sola forma che si utilizza sia per il maschile che per il femminile. Tradurrai Ces garçons sont français ed anche Ces filles sont françaises. A questo punto potresti considerare di conoscere gli aggettivi dimostrativi, ma non è così perché molto spesso i francesi desiderano specificare se l’oggetto di cui stanno parlando sia vicino o lontano, per questo motivo seguimi ancora per un passo.

Se si vuole indicare un oggetto vicino bisogna utilizzare ilgiusto aggettivo dimostrativo seguito dal suo sostantivo e seguito dalla particella Ci separata da un trattino. Quindi se vuoi proprio puntualizzare scriverai Ce garçon-ci est français e immediatamente si capirà che intendi dire questo. Se invece volessi tradurre quello dovrai dire Ce garçon-là est français. L’uso di ci e là non è obbligatorio.

Se decidi di utilizzare nelle tue traduzioni ci e là dopo il sostantivo, devi ricordare che non potrai MAI usarli quando il nome è seguito da de, que, dont. quindi se dovrai tradurre questa ragazza di cui ti parlo è francese, per forza di cose scriverai Cette fille dont je te parle est française. Allo stesso modo se trovi quel ragazzo di Milano è molto simpatico scriverai Ce garçon del Milan est très sympa.

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Come Scrivere un Saggio Breve

Aggiornato il Agosto 24, 2017 da Doretta

In questa guida illustrerò brevemente come scrivere un buon saggio breve: questa tipologia di produzione si configura come un testo di tipo argomentativo e informativo, l’autore affronta una particolare questione, dapprima presentandola in modo completo, poi esprimendo una tesi a riguardo, argomentandola a dovere.

Dopo avere letto attentamente la consegna della prova d’esame in questione, è opportuno passare
all’organizzazione delle fasi di lavoro prestando particolare attenzione al tempo a disposizione e la lunghezza massima dell’elaborato.
Risulta essere fondamentale individuare da subito il nocciolo del discorso ed argomentare così le informazioni attorno ad esso, per mantenere un certa coerenza logica nella trattazione.

La prima fase è quella della bozza, e consiste nella lettura e nell’analisi dell’argomento da trattare tra quelli proposti, oltre che nello studio della documentazione fornita.
Occorre poi che tu scelga la destinazione del testo, in base alle sue finalità (descrivere un fatto o un fenomeno e dimostrare o smentire una o più tesi a riguardo). Successivamente dovrete elaborare una tesi da argomentare nel vostro saggio, e stabilire una scaletta, per meglio organizzare il discorso.
Come ultima cosa scegliete un registro linguistico, più formale o confidenziale.

La seconda fase è quella della scrittura vera e propria, ossia la stesura del testo, dove argomentate le informazioni ed esponete tesi e antitesi, stesura di un introduzione al vostro lavoro, indicandone anche i propositi, della conclusione, e come ultima cosa ma non meno importante la scelta di un titolo originale ma coerente con la trattazione.

La terza fase è quella della rifinitura, e consiste in una attenta rilettura e correzione sintattica e grammaticale dell’elaborato, verificando la coesione logica della trattazione e la chiarezza espositiva, fondamentali per un saggio, nella stesura della copia da consegnare e nella rilettura definitiva.

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Come Scrivere un Testo Argomentativo

Aggiornato il Agosto 24, 2017 da Doretta

Saper scrivere un buon testo argomentativo è sempre utile, non solo agli studenti, ma anche nella quotidianità, per esempio quando dovremo scrivere una lettera convincente. Con questa facile e breve guida imparerai a farlo in pochissimo tempo senza dimenticare nulla.

Per iniziare, è importante scrivere il titolo o la solita intestazione epistolare se è una lettera. Poi fai un introduzione in cui esponi il problema e l’idea principale, cioè la tua Tesi, l’argomento che tratterai.
Spesso non servono molti giri di parole, ma basterà semplicemente che tu “introduca”, appunto, il tuo argomento.

Inserisci nel testo la prima Argomentazione a sostegno della tesi. Spiegala chiaramente, basandoti su esperienze personali, informazioni prese da fonti varie (libri, internet, enciclopedie…) e anche statistiche. Inserisci più argomentazioni possibili a sostegno della tesi, così che sarà più convincente.

Inserisci un argomento che sembra “interferire”, o essere contro, la tua tesi. Questa si chiama Antitesi. Dopo confuta l’antitesi con delle informazioni che la smentiscono. Non inserire Antitesi che non riuscirai a confutare a dovere, in questo modo renderai solamente più confuso il testo.
Infine, scrivi la conclusione, in cui ribadirai la tua Tesi in maniera breve.

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Come Ordinare e Confrontare Numeri

Aggiornato il Luglio 10, 2017 da Doretta

Confrontare due numeri significa trovare qual è il più grande e quale il più piccolo. Dopo aver imparato a confrontare due numeri, possiamo facilmente ordinarli in modo crescente o decrescente.

Se i numeri sono scritti in forma decimale

Vediamo facilmente che 34,97 < 35,2 poiché 34 < 35.  Se due numeri decimali non hanno la stessa parte intera (quella a sinistra della virgola), il più piccolo è quello che ha la parte intera più piccola.  Se invece abbiamo due numeri che hanno la parte intera uguale, bisogna controllare cifra per cifra le parti decimali, cominciando dal decimale posto subito a destra della virgola e aggiungendo, quando serve, uno zero.    Primo esempio: 56,24 > 56,239. Perché?
Le due parti intere sono uguali e anche la prima cifra decimale di entrambi i numeri è uguale (pari a 2). Invece, possiamo osservare che le seconde cifre decimali sono diverse, ovvero 4 > 3. Ciò permette di affermare che 56,24 è il numero più grande.

Secondo esempio: 3,5 < 3,54. Perché?
Per poterli confrontare più facilmente riscriviamo 3,5 come 3,50 (naturalmente 3,5 = 3,50); in tal modo, vediamo che 0 < 4, da cui segue la conclusione.   Nota: Per risolvere il confronto bisogna trovare due cifre diverse situate nella stessa posizione della parte decimale di entrambi i numeri. Quindi, 6,4 > 6,398 (essendo 4 > 3).
Attenzione quindi: la lunghezza della parte decimale non è un criterio esatto per confrontare due decimali: se un numero ha la parte decimale più lunga non significa che sia più grande!

Se i numeri sono scritti in forma di frazione

Per confrontare due numeri decimali scritti in forma frazionaria è sufficiente riscriverli in forma decimale.

Ordinare i numeri decimali
Ordinare dei numeri decimali in ordine crescente significa scriverli partendo dal più piccolo e arrivando al più grande.

Ordinare dei numeri decimali in ordine decrescente significa scriverli partendo dal più grande e arrivando al più piccolo.

Primo esempio: Per ordinare 5,6, 4,33 e 4,385 in ordine crescente, dobbiamo prima confrontarli a due a due; notiamo che 4,33 < 4,385 e che 4,385 < 5,6. Possiamo quindi scrivere: 4,33 < 4,385 < 5,6.   Secondo esempio: Per ordinare 41,667, 41,3 e 50,1 in ordine decrescente, dobbiamo prima confrontare i numeri a due a due; notiamo allora che 50,1 > 41,667 e che 41,667 > 41,3. Possiamo quindi scrivere: 50,1 > 41,667 > 41,3.

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Come Calcolare le Coordinate di un Estremo di un Segmento

Aggiornato il Luglio 10, 2017 da Doretta

Il punto medio di un segmento è facilmente determinabile con riga e compasso, è una delle prime lezioni di geometria. In questa guida, invece, ti spiegherò come calcolare le coordinate di un estremo del segmento conoscendo le coordinate del punto medio e dell’altro estremo del segmento. Troverai anche una formula per calcolarle che è valida per ogni segmento.

Se consideri un segmento AB, la prima cosa che devi sapere o calcolare sono le coordinate dell’altro estremo e del punto medio. Le potrai conoscere tramite calcolo oppure sono dati del problema. A volte, derivano da risultati di problemi già risolti prima (intersezioni, etc). In ogni caso, conoscerle è un requisito per procedere al calcolo delle coordinate dell’estremo cercato.

Per comprendere meglio come procedere, assegniamo valori arbitrari alle coordinate del punto medio e dell’altro estremo. Supporremo, senza perdere in generalità, che il punto di cui vogliamo conoscere le coordinate sia A. Nel nostro caso il punto medio ha coordinate M(5,7) mentre B ha coordinate (8,13). Dapprima dovrai moltiplicare per due l’ascissa del punto medio. Nel nostro caso ottieni, quindi, 10. Per calcolare l’ascissa di A, dovrai sottrarre dal valore ottenuto l’ascissa di B. Nel nostro caso, quindi, ottieni che l’ascissa del punto A è uguale a 10 – 8 = 2

Ti rimane da calcolare l’ordinata del punto A. Per ottenerla, dapprima devi moltiplicare per due l’ordinata del punto medio. Con i nostri valori ottieni 14. Otterrai l’ordinata dell’estremo A sottraendo dal valore ottenuto l’ordinata di B. Nel nostro caso, quindi, l’ordinata di A è uguale a 14 – 7 = 7

Molto interessante.

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