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Blog di Doretta

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Cucina

Quale Pentola Utilizzare per la Salsa di Pomodoro

Aggiornato il Novembre 13, 2025 da Doretta

La salsa di pomodoro è uno dei pilastri della cucina italiana, ma il suo risultato finale dipende tanto dalla qualità dei pomodori e dalla ricetta quanto dalla pentola in cui cuoce. La scelta del recipiente non è un dettaglio: l’acidità del pomodoro interagisce con i metalli, la larghezza della pentola determina la velocità di evaporazione, lo spessore del fondo stabilisce quanto facilmente la salsa attacca o sobbolle regolare, il coperchio influisce su concentrazione e texture. Mettere la salsa nella pentola sbagliata può significare un sapore leggermente metallico, una riduzione troppo lenta o troppo rapida, schizzi ovunque e una cottura poco uniforme. Capire come i materiali reagiscono con l’acidità, come la geometria del recipiente orienta la tecnica e come il sistema di cottura domestico dialoga con la pentola consente di scegliere con sicurezza e di ottenere sempre una salsa vellutata, brillante e gustosa.

L’acidità del pomodoro e la reattività dei materiali

Il pomodoro è naturalmente acido, e questa caratteristica guida la prima grande distinzione tra pentole per salsa di pomodoro adatte e pentole da evitare. I metalli reattivi, quando restano a contatto con alimenti acidi per periodi lunghi, possono cedere ioni che modificano il gusto e, in alcuni casi, l’aspetto della salsa. L’alluminio non anodizzato e la ghisa nuda sono i due esempi più comuni: con una cottura breve il rischio è modesto, ma con salse che sobbollono per quaranta minuti o più la probabilità di un retrogusto metallico o di un colore virato sale. Le superfici rivestite o non reattive, al contrario, sono la scelta naturale per la salsa. L’acciaio inox di buona qualità, con fondo multistrato che distribuisce bene il calore, non interagisce con gli acidi e regge cotture lunghe. La ghisa smaltata offre un ambiente inerte grazie allo smalto vetroso, così come il rame stagnato o rivestito d’acciaio, che coniuga reattività termica e neutralità. Anche la terracotta invetriata è tradizionalmente utilizzata per sughi e ragù proprio perché non trasferisce alcun gusto metallico e mantiene una cottura dolce e stabile.

Acciaio inox multistrato: l’equilibrio tra neutralità e controllo

Per la maggioranza delle cucine domestiche la pentola in acciaio inox con fondo multistrato rappresenta il compromesso migliore tra gusto, controllo della cottura e robustezza. Un corpo in acciaio con un’anima di alluminio o rame incapsulato nella base (e, nei modelli più evoluti, su tutto il corpo) garantisce distribuzione uniforme del calore e riduce i punti caldi. In una salsa di pomodoro questo si traduce in sobbollio regolare e minore rischio di attaccare sul fondo, soprattutto nel momento critico del soffritto iniziale. L’inox è neutro rispetto all’acidità, quindi non altera il profilo aromatico del pomodoro. La superficie liscia facilita la deglassatura quando si passa dal soffritto alla salsa, recuperando i sapori caramellizzati e integrandoli nel sugo. La manutenzione è semplice e la compatibilità con l’induzione è assicurata se il fondo è ferromagnetico. Per volumi medio–piccoli la casseruola a pareti dritte con fondo spesso è una scelta eccellente; per sughi che richiedono riduzione rapida e ampia evaporazione, una sauteuse o una rondeau a pareti basse e larghe aiuta a concentrare i sapori.

Ghisa smaltata: inerzia, dolcezza e profondità

Le pentole in ghisa smaltata, come le cocotte, sono amate per la loro capacità di stabilizzare la temperatura. La ghisa accumula calore e lo restituisce con grande inerzia, mantenendo sobbollire delicato anche su fuochi non perfettissimi. Per una salsa che deve cuocere a lungo, magari con carne o con una base importante di verdure, questa dolcezza termica aiuta a sviluppare complessità senza “strappare” gli acidi o bruciare gli zuccheri naturali del pomodoro. Lo smalto, essendo una vetrificazione, isola l’alimento dal metallo e preserva il gusto. La ghisa smaltata ha un’altra virtù: può passare dal fornello al forno senza problemi, utile quando si vuole finire una salsa in forno per ridurre gli schizzi o per ottenere una riduzione più omogenea. Il rovescio della medaglia è il peso e la sensibilità ai colpi sullo smalto, ma con un minimo di cura la longevità è enorme. La predisposizione al mantenimento del calore la rende eccellente anche per grandi quantità, perché non perde temperatura quando si aggiunge passata o pomodori pelati a temperatura ambiente.

Rame rivestito: la precisione del calore

Il rame è il metallo con la conducibilità termica più elevata tra quelli comunemente in cucina. In una salsa di pomodoro, dove l’obiettivo è evitare bruciature e controllare la riduzione al millimetro, questa reattività è un vantaggio. Le pentole in rame stagnato o con rivestimento interno in acciaio rispondono istantaneamente ai cambi di fiamma: alzi e la salsa riprende il bollore, abbassi e scende subito al fremito. La neutralità è assicurata dal rivestimento interno, perché il rame nudo reagirebbe con l’acido. Il rame, inoltre, facilita la formazione e la rapida dissoluzione dei fondi durante il soffritto, arricchendo la salsa con note di Maillard senza rischiare il bruciato. È un materiale più esigente in manutenzione e più costoso, ma per chi cerca il massimo controllo è difficile trovare di meglio. Attenzione solo ai mestoli: evitare metalli duri su stagno e preferire legno o silicone per non rigare.

Terracotta invetriata: tradizione e cottura “di terra”

La terracotta invetriata è il materiale che lega più di tutti al gesto tradizionale. La porosità della ceramica, attenuata dalla vetrina interna, e la sua bassa conducibilità termica creano una cottura avvolgente e lenta. La salsa in terracotta sobbolle più dolcemente e gli aromi sembrano amalgamarsi in modo più rotondo. È ideale per sughi lunghi che non richiedono rimaneggiamenti incessanti, per ragù di pomodoro o per salse con legumi. Il calore sale lentamente, quindi il soffritto va gestito con pazienza per evitare che l’olio raggiunga temperature troppo alte localmente. La terracotta non ama gli shock termici, quindi va scaldata gradualmente e mai appoggiata su fiamme troppo vive senza spargifiamma. È perfetta per fuochi piccoli e medi e rende al massimo su piastra radiante o su fornelli a gas con fiamma ampia. La neutralità aiuta la pulizia di gusto e la patina che si costruisce con gli anni è parte del fascino.

Alluminio anodizzato e antiaderente: quando e come usarli

L’alluminio anodizzato duro, a differenza dell’alluminio nudo, è sottoposto a un trattamento che crea uno strato superficiale duro, stabile e relativamente inerte. In questa forma può essere utilizzato per salse di pomodoro senza timore di cessioni metalliche, soprattutto se il produttore lo dichiara idoneo per alimenti acidi. È leggero, conduce bene il calore e, se abbinato a spessori generosi, riduce i punti caldi. Le pentole antiaderenti tradizionali sono comode quando si desidera evitare attacchi e schizzi, ma hanno limitazioni. I rivestimenti non amano il calore troppo alto e non sono ideali per soffritti spinti. Per una salsa veloce, a base di passata, con soffritto breve, un antiaderente di qualità può funzionare, ma per cotture più lunghe e per tecniche che prevedono deglassare e ridurre con precisione è meno indicato. Strumenti in legno o silicone preservano il rivestimento e il lavaggio a mano ne prolunga la vita.

Geometria della pentola: larghezza, altezza e superficie di evaporazione

Oltre al materiale, la forma della pentola incide sulla texture. Una pentola bassa e larga offre una grande superficie di evaporazione e accelera la riduzione. È la scelta migliore quando si lavora con pomodori molto acquosi o si vuole una salsa densa in tempi contenuti. La rondeau o la sauté con pareti da medie a basse favorisce questo approccio, consentendo di lavorare comodamente con il mestolo e di monitorare la salsa. Una pentola più alta e stretta limita l’evaporazione e mantiene la salsa più “succosa”: utile quando si desidera una consistenza più fluida o quando si cuoce a lungo con parti proteiche che rilasciano liquidi. Il compromesso ideale per la salsa semplice è spesso una casseruola a pareti medio–basse, abbastanza larga da ridurre ma non così estesa da richiedere fiamme troppo ampie per coprire il fondo. Anche il diametro del fuoco rispetto alla pentola va considerato: una fiamma troppo piccola sotto un fondo largo crea concentrazioni di calore al centro e bordi freddi.

Coperchio, schizzi e gestione dell’evaporazione

Il coperchio è uno strumento di regolazione. Tenere la pentola scoperta favorisce l’uscita di vapore e concentra i sapori, ma aumenta gli schizzi e un’eccessiva evaporazione può portare la salsa ad attaccare. Il coperchio parzialmente appoggiato o un paraschizzi a rete consentono di trovare un equilibrio: gli schizzi sono dominati e la riduzione procede controllata. In alcuni casi, per esempio con passate molto concentrate o con pomodori pelati densi, un breve passaggio in forno con coperchio socchiuso aiuta a stabilizzare la temperatura e ad asciugare la salsa senza sobbollire in modo irregolare. Il coperchio completamente chiuso ha senso solo nella fase iniziale di stufatura delle verdure del soffritto o se si vuole preservare un microclima umido per ingredienti delicati; nella parte centrale della cottura, la traspirazione è spesso benefica.

Interazione con il sistema di cottura

Non tutte le pentole rendono allo stesso modo su tutte le fonti di calore. L’induzione richiede fondi ferromagnetici e premia pentole con base perfettamente piana e multistrato per evitare rumori e vibrazioni. Il gas è più indulgente con la ghisa smaltata e con la terracotta, perché la fiamma avvolge e si può modulare con finezza. Le piastre elettriche e in vetroceramica funzionano bene con inox e ghisa, ma bisogna considerare l’inerzia: i comandi hanno ritardo e il rame perde un po’ di reattività a causa dell’interfaccia. Nella scelta, considerare la compatibilità non è banale: una cocotte in ghisa smaltata eccellente su gas può risultare pigra su una piastra lenta se si desidera una salsa pronta in mezz’ora. Viceversa, una sauteuse in inox su induzione consente regolazioni minute del sobbollio e una riduzione precisa.

Tecnica, pentola e ingredienti: un sistema unico

La stessa pentola si comporta in modo diverso a seconda di cosa metti al suo interno e di come procedi. Per un sugo veloce di pomodorini saltati con aglio e basilico, una padella ampia in inox o in rame rivestito è ideale, perché consente di colorire leggermente il pomodoro, saltare e concentrare i succhi in pochi minuti. Per una passata cotta lentamente con cipolla, carota e sedano, una casseruola con fondo spesso o una ghisa smaltata offrono stabilità e dolcezza, con sobbollio appena percettibile e integrazione armoniosa degli aromi. Per un ragù di salsiccia e pomodoro, che richiede prima rosolatura e poi lunga cottura, una pentola che sopporti il passaggio dal forte calore al minimo senza punti caldi è essenziale: inox multistrato o ghisa smaltata sono i candidati naturali. La scelta del mestolo completa il quadro: il legno o il silicone scivolano sulle superfici senza graffiare, mentre l’acciaio è il migliore per deglassare l’inox ma va usato con attenzione su rivestimenti delicati.

Pulizia, manutenzione e longevità

Una pentola adatta che lavora bene con la salsa va anche pulita e mantenuta correttamente per durare. L’acciaio inox sopporta spugnette non aggressive e, in caso di residui caramellizzati, si pulisce facilmente deglassando con acqua calda e una goccia di aceto mentre è ancora tiepido. La ghisa smaltata preferisce ammollo e spugne morbide; evitare colpi e shock termici preserva lo smalto. Il rame stagnato richiede detersioni delicate e lucidature leggere per l’esterno; l’interno va protetto da utensili duri. La terracotta si lava a mano, si asciuga bene e non si lascia in ammollo prolungato per non imbibire l’argilla sotto la vetrina. I rivestimenti antiaderenti si mantengono con detergenti delicati, evitando temperature eccessive e utensili metallici. Una pentola ben tenuta non solo rende meglio, ma trasmette meno sapori residui alla salsa successiva e mantiene superfici lisce che riducono gli attacchi.

Dimensioni e batch: cuocere per due o per dieci

La quantità di salsa da preparare incide sulla scelta della pentola. Per due o tre porzioni, una casseruola da 20–22 centimetri di diametro con fondo spesso consente controllo e rapide correzioni di densità. Per grandi quantità da mettere in conserva o da porzionare, una pentola larga e capiente permette di lavorare comodi e di evitare il rischio di docce di pomodoro. La larghezza aiuta a tenere sotto controllo l’evaporazione in batch grandi, altrimenti l’acqua impiega troppo ad allontanarsi e si rischia di bollire a lungo con risultati acquosi. Quando si riducono grandi volumi, una pala di legno lunga e robusta rende più sicuro rimestare senza avvicinarsi troppo agli schizzi, e l’uso di una piastra spargifiamma distribuisce il calore riducendo i punti caldi centrali che carbonizzano.

Consigli pratici per scegliere a colpo sicuro

Se si desidera una sola pentola polivalente per la salsa, la casseruola in acciaio inox con fondo multistrato è la scelta più flessibile: neutra con l’acido, stabile al calore, facile da deglassare, compatibile con tutte le fonti e disponibile in dimensioni adatte a qualsiasi famiglia. Se si ama la cottura lenta e profonda, una ghisa smaltata rotonda o ovale aggiunge quella rotondità che molti associano alle salse della domenica, con in più la possibilità del passaggio in forno. Se si cerca la massima precisione e si lavora con sughi express, il rame rivestito regala controllo millimetrico e risposta immediata. Se si privilegia la tradizione e si ha pazienza, una casseruola in terracotta invetriata è un invito a rallentare e a seguire la salsa con il cucchiaio, osservando le bollicine che affiorano lentamente. In ogni caso, la geometria conta: ampio per ridurre, alto per stufare, coperchio per modulare l’umidità, spazio adeguato al volume previsto.

Conclusioni

La pentola per la salsa di pomodoro non è un dettaglio secondario ma il partner silenzioso che ti aiuta a raggiungere il risultato desiderato. Materiali non reattivi preservano il gusto puro del pomodoro, una buona distribuzione del calore evita bruciature e attacchi, la forma governa la velocità di evaporazione e la texture, il coperchio diventa una leva per controllare umidità e schizzi. Inox multistrato, ghisa smaltata, rame rivestito e terracotta invetriata sono i protagonisti, ciascuno con una personalità che si abbina a tecniche diverse e a tempi diversi. La scelta migliore è quella che dialoga con la tua ricetta, con la tua fonte di calore e con la quantità che cucini di solito. Una volta individuato il recipiente giusto e imparato a sfruttarne le qualità, la salsa cambia davvero: diventa più setosa, più concentrata, più stabile, più fedele al sapore del pomodoro. E come tutte le buone scelte in cucina, una pentola ben pensata dura anni e accompagna molte stagioni di passate, pelati e pomodorini, trasformando un gesto quotidiano in un rito preciso e gratificante.

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Come Preparare Torta al Limoncello

Aggiornato il Ottobre 13, 2021 da Doretta

Come fare la Torta al Limoncello? Il limoncello è un liquore dolce, frutto della macerazione delle scorze di limone in alcol etilico, a cui in seguito vanno aggiunti acqua e zucchero.

Realizzare una torta al limoncello significa quindi arricchire il proprio impasto con i profumi e gli aromi di questa deliziosa bevanda.

Ingredienti per la torta
Per la base
4 uova (peso intorno ai 250 grammi)
250 grammi di farina 00
250 g di burro
250 g di zucchero semolato
1 bicchierino di limoncello da 60 grammi
Mezza bustina di lievito
Mezza scorza di limone non trattato grattugiata
zucchero a velo
burro più farina per lo stampo

Per la crema
100 grammi di tuorli
100 grammi di zucchero
100 grammi di burro
10 ml di acqua
170 grammi di panna fresca
50 ml di limoncello

La preparazione dell’impasto della Torta al Limoncello
Prendi una terrina, rompi le uova e con l’aiuto di uno sbattitore elettrico inizia a montarle. Devi utilizzare sia il tuorlo che l’albume. Una volta che si presentano ben amalgamate, aggiungi lo zucchero e continua a montare il composto, fino a che non diventa soffice e spumoso. Aggiungi il burro sciolto ma tiepido, la scorza di limone grattugiata e il bicchiere di limoncello, facendolo scendere a filo e continuando ad amalgamare.

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Come Scegliere la Migliore Padella a Saltare

Aggiornato il Ottobre 13, 2021 da Doretta

Le padelle a saltare sono uno strumento indispensabile in cucina, in quanto permettono di cucinare con facilità ogni tipo di alimento. Per rappresentare un ottimo acquisto devono possedere delle caratteristiche quali la qualità dei materiali, privi di elementi tossici per la salute, abili nel resistere alle alte temperature e resistenti all’uso. A queste caratteristiche strutturali si associa la necessità che i manici siano ergonomici e facili da impugnare, nonché che la misura stessa delle padelle si presenti consona ad un impiego nei piani di cottura. Un tocco di design infine non guasta e, per questo motivo devono presentare delle forme piacevoli che invitino le persone ad operare in modo divertente e creativo. Di seguito caratteristiche, prezzi e offerte di quelle che , a mio avviso, sono le migliori padelle a saltare.

BALLARINI B53S70
Questa padella è realizzata con il salubre rivestimento Cortina Granitium, il quale offre un’ottima resistenza all’uso, anche in caso di impiego di strumenti metallici. Il diametro si presenta di 30 centimetri e l’elemento è dotato di un manico facile da impugnare, realizzato in materie plastiche. Può essere posizionata in forno a temperature fino a 160°, quindi può essere usata anche per riscaldare al volo gli alimenti. Il design si presenta piacevole e la rifinitura speciale apporta il classico effetto ‘granito’ dall’alto potere decorativo.

LAGOSTINA ATENA
Questo insieme di padelle a saltare del marchio Lagostina si presenta come un ottimo acquisto per chi necessita di un servizio completo, ad un costo equilibrato. La qualità Lagostina è visibile nella robustezza del trittico, il quale si presenta interamente smaltato in ceramica Meteorite Ceram, un materiale resistente all’abrasione e ai graffi. Questo materiale si presenta inoltre salubre, in quanto assolutamente privo di metalli pesanti come il cadmio, il piombo e il PFOA. La struttura è realizzata in alluminio, per offrire un ottima diffusione del calore ed esse offrono un diametro di 14-28 e 48 centimetri, per cucinare con semplicità diverse quantità di alimenti. Il fondo è serigrafato e tornito, al fine di garantire una sicura stabilità su ogni piano di cottura. I manici in dotazione con le padelle Lagostina sono realizzati in “bachelite soft touch”, un materiale che permette un’ottima impugnature e che si presenta resistente al calore, come scritto nella guida a come scegliere le padelle piatte.

RISOLI PADELLA GRANITO
Questa padella a saltare appartiene alla linea Granito della collezione Risoli, in quanto si caratterizza dall’uso del sistema antiaderente “Hard Stone”. Questa finitura assicura un’ottima anti-aderenza, nonché una duratura resistenza ai graffi e alle abrasioni. Questo elemento si presenta amico della salute, in quanto il rivestimento è privo di nickel e di PFOA. La struttura è realizzata in alluminio pressofuso e presenta uno spessore di ben 6 millimetri. Il diametro è di 24 centimetri, una misura equilibrata che permette di cuocere e di saltare molte tipologie di alimenti. Il prodotto rappresenta la scelta ideale per chi desidera dotarsi di uno strumento resistente, pratico e sicuramente adatto ad una cottura casalinga.

WOLL TITANIUM NOWO
Questa padella professionale si presenta realizzata in ghisa e offre un sistema antiaderente salubre, in quanto privo di metalli pesanti non realizzato in teflon. La struttura, pesante ma solidissima, assicura una cottura uniforme dei cibi e permette di cuocere a basse temperature e per tempi lunghi ogni tipologia di alimenti. Il tocco in più è rappresentato dal manico staccabile, il quale è realizzato in ottime materie plastiche. Staccando il manico non solo la padella può essere riposta con più facilità nei mobili, ma essa può essere usata come tegame da forno, in quanto la ghisa regge a meraviglia le alte cotture. Bella e sicuramente interessante nella sua concezione, questa creazione si avvicina per composizione all’attrezzatura professionale.

ALLUFLON 0001850130 ETNEA
Questa padella presenta un diametro di 30 centimetri, per cui si offre come la soluzione ideale per cucinare e saltare buone quantità di alimenti. Il corpo di questo strumento è realizzato in alluminio, un materiale che assicura un’ottima e omogenea diffusione del calore. Lo spessore del fondo si presenta alto 4 mm per garantire un riscaldamento uniforme della padella e una tenuta precisa del calore. Il rivestimento interno è realizzato in effetto pietra ed è caratterizzato da un triplo rivestimento rafforzato dalla presenza di particelle minerali. Questo rivestimento rende lo strumento decisamente resistente all’uso e salubre nella sua resa a contatto con gli alimenti.

LE CREUSET PADELLA ALLUMINIO
Il valore e il pregio delle padelle Le Creuset si scopre in questa soluzione a saltare dal diametro di 30 centimetri. La struttura è realizzata in alluminio, al fine di veicolare il calore in modo omogeneo. Il rivestimento antiaderente si presenta salubre, in quanto privo di metalli pesanti e caratterizzato dall’impiego di materiali di altissima qualità. La stessa qualità di scopre nella componentistica del fondo, molto spesso e nell’elegante manico che definisce la padella. Il manico si presenta, infatti, saldato al corpo con due eleganti viti piatte e la sua forma è particolarmente affusolata e definita da un design immediatamente riconoscibile. Questa creazione Le Creuset si propone con un design molto snello e raffinato, al servizio della migliore arte di cucinare.

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Quale Frutta e Verdura Comprare in Primavera

Aggiornato il Giugno 16, 2021 da Doretta

Questo maggio verrà ricordato come mese piuttosto atipico nel calendario ortofrutticolo di produttori e consumatori. Il clima “decisamente indeciso” non lascia ancora spazio alla primavera che dovrebbe essere oramai inoltrata, con molta confusione sulle previsioni non solo meteorologiche ma anche di spesa.

Cosa è di stagione in questa matta stagione?
Bene rifugio sono indubbiamente le produzioni locali di verdura: gli asparagi, sebbene un po’ frenati nel loro ciclo vegetativo dalle temperature spesso al di sotto delle medie stagionali, vengono raccolti ogni giorno e portati freschi al mercato dai nostri abili produttori, che con molta cura e passione si prodigano per garantire produzioni il più possibile regolari a noi consumatori. Anche sul versante piselli possiamo contare sul principio della freschezza e della vicinanza: i baccelli profumatissimi racchiudono piselli particolarmente ricchi di acqua e di sapore, una vera delizia da portare in tavola più volte alla settimana, considerando anche il fatto che nel veneto vantiamo zone di produzione tipiche, come il pisello di Borso del Grappa e quello di Peseggia.

Anche le insalate venete, specialmente le baby leaf coltivate (e quindi protette dalle bizzarrie climatiche) in serra, sono un’ottima verdura di stagione, da utilizzare come contorno o base per pratici piatti unici, con l’aggiunta di frutta secca, proteine animali – come cubetti di prosciutto o pancetta, tonno, gamberetti o latticini, secondo i gusti e le diete personali. Molto richiesta è la rucola, ricercata per il gusto piccantino, fondamentale nella preparazione di molte ricette e molto accentuato nelle varietà selvatiche. Le foglie della rucola, allungate e di un colore verde intenso emanano anche un profumo caratteristico che aumenta, insieme al gusto, a partire dalla primavera con l’avanzare delle stagioni.

Dal sapore più dolce e delicato è il lattughino – o insalatina – con foglie leggermente dentate e dal colore verde chiaro. Lo spinacino invece si riconosce per la tonalità scura, la forma tondeggiante e la consistenza carnosa. Molte sono poi le cosiddette varietà orientali, come la mizuna e il tatsoi, che vengono aggiunte alle misticanze per appagare i palati dei consumatori più esigenti e attenti alle novità.

Squisiti in abbinamento a tutte queste insalatine sono anche i ravanelli coltivati lungo il litorale veneziano, da affettare e condire per un tocco deciso di colore e sapore.

E la frutta?
Più complicata è indubbiamente la situazione sul versante frutta: di locale c’è ben poco, in quanto si può contare su piccole produzioni di fragole e le primissime ciliegie che, nelle varietà precoci, si fanno poco desiderare perché di pasta molle e gusto poco sapido: meglio attendere i duroni veneti.

Meloni, pesche, nettarine e albicocche sono ancora primizie del sud Italia o estere, con qualità decisamente sotto la media. “Frutta rifugio” possono allora essere le fragole del centro-sud o le sempre ottime mele, per non parlare dei grandi classici non certo italiani ma pur sempre presenti, come banane e ananas.

Un assaggio di sole estero, in attesa che arrivi costante anche nella nostra penisola per portarci a pieno titolo verso le produzioni tipiche della bella stagione.

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Come Preparare Verdure al Forno con Pane Aromatico

Aggiornato il Giugno 16, 2021 da Doretta

Fame, voglia di cucinare, voglia di stupire… E chi ha detto che un piatto sfizioso e gustoso da condividere con chi amiamo debba necessitare di una lunga meditazione? E’ la semplicità a fare della cucina l’elemento che unisce, è ciò che abbiamo in frigo a rivelarsi quell’idea lampante in grado di salvare un pranzo, una cena o un… Aperitivo!

Ingredienti Per 4 persone
3 peperoni;
1 cipolla;
1 pomodoro;
1 zucchina;
5/6 fette di pancarrè;
tanto prezzemolo e basilico tritato;
olio evo;
sale;
pepe.

Procedimento
Dopo avere lavato e pulito dalle parti non edibili le verdure , tagliamole a fettine non troppo sottili, mettiamole in uno stampo appena oliato e lasciamole stufare a fuoco basso in forno, fino ad averle morbide ma non sfatte.

Tritiamo ora il pancarrè nel mixer.

In una terrina mescoliamolo alle erbe aromatiche e a 4/5 cucchiai di olio extravergine d’oliva.

In un pentolino, facciamo dorare per pochi minuti il pane aromatico appena preparato, facendo attenzione che non bruci bruci.

Una volta pronte le verdure, impiattiamo e serviamo le verdure cosparse di questo profumato e fragrante pane aromatico! Buon appetito a tutti! Gustiamoci questo tripudio di semplicità e sfiziosità.

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