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Blog di Doretta

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Come Imparare a Remare

Aggiornato il Marzo 12, 2021 da Doretta

Remare significa muoversi nell’acqua e, quindi, anche per utilizzare un semplice canotto gonfiabile è necessario essere un nuotatore in caso di imprevisti. Evita comunque di remare se il tempo è brutto e minaccioso o incerto e indossa per precauzione un giubbetto salvagente e le prime volte porta un amico che magari ha piú esperienza. Ricorda di evitare anche le acque dove sono presenti correnti molto forti. Vedrai anche che remare non è semplice come sembra, tuttavia con la necessaria pratica e le giuste conoscenze tecniche per te non sarà piú un problema.

Quando sali sulla barca, ricorda di farlo con movimenti cauti per evitare ondeggiamenti che potrebbero anche ribaltare la tua imbarcazione. Sistemati al centro e siedi eretto, in modo da non affaticare o danneggiare la spina dorsale, con la faccia rivolta a poppa. Poggia i piedi contro i bordi della vasca oppure contro il puntapiedi se la tua barca lo possiede. Metti i remi negli scalmi, ovvero gli occhielli che vincolano i remi alla barca, poi impugnali e tendi le pale, appena fuori dall’acqua, in verticale. Spingi leggermente in basso le impugnature dei remi e portale in avanti fino a quando le braccia sono ben tese.

Alza le impugnature in modo che le pale entrino in acqua e siano sommerse per i 2/3 circa. Adesso, tira con decisione verso di te le impugnature e tieni le mani parallele. Al termine del movimento, abbassa le impugnature e, facendo perno sui polsi, fai uscire le pale dall’acqua e portale in posizione orizzontale. Spingi le impugnature in basso e lontane da te, poi falle tornare ancora verticali e ripeti tutta la sequenza dei movimenti. Per virare basta alternare la remata, remeremo infatti due o tre volte dal lato opposto a quello verso il quale virare. Un metodo alternativo viene spiegato nel passo successivo.

Per avanzare di poppa, inverti la sequenza di remata e spingi invece di tirare per muovere i remi sommersi. Per virare puoi utilizzare un altro metodo, ovvero devi esercitare una forza maggiore sul remo opposto alla direzione che vuoi prendere. Per avvicinarti a un molo, devi procedere controvento o controcorrente e se la direzione del vento e della corrente non coincidono, segui quella più forte. Mentre ti avvicini a terra, rema sempre di prua. È anche consigliato non approdare di parallelamente al modo per evitare eventuali ribaltamenti. Ricordo sempre che è opportuno verificare le condizioni meteo ed evitare zone di forte corrente.

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Come Rinforzare i Capelli

Aggiornato il Dicembre 7, 2020 da Doretta

In autunno il numero di capelli che ciascuno di noi perde giornalmente aumenta da 50-80 a circa 100-200 capelli al giorno. Si può parlare di un indebolimento dei bulbi avvenuto nei mesi estivi, alcuni studi indicano che la caduta autunnale varia in relazione alle condizioni climatiche, fra le cause è determinante l’esposizione al sole durante l’estate. La caduta stagionale, se non è eccessiva, fa parte di un ciclo fisiologico del capello che ricorda quello della natura: essa ritira le proprie energie per prepararsi all’inverno, così anche nel corpo umano i bioritmi rallentano e gradualmente si preparano alla rigenerazione che avviene in primavera. Il ricambio è dovuto all’attività ciclica dei follicoli piliferi: a periodi di attività, durante i quali producono il capello, si alternano periodi di riposo. Normalmente un capello cade quando il follicolo ha iniziato a produrre un nuovo capello pronto a sostituirlo.

Risulta essere importante prendersi cura dei capelli e del cuoio capelluto evitando sostanze chimiche aggressive. Per esempio evitare shampoo contenenti tensioattivi come sodium laury /laureth sulfate (abbreviati in SLS e SLES) che tendono a disgregare il mantello idrolipidico e disidratare il capello. Oppure nei balsami o prodotti per le doppie punte, evitare gli ingredienti che in etichetta finiscono in -one (sono siliconi). Essi essi fanno apparire i capelli lucidi ma tendono ad soffocare le squame del capello e l’effetto “pulito” svanisce velocemente. Molto meglio la presenza di olii naturali come olio di semi di lino. Se la caduta è eccessiva e ricorrente, occorre attivare il follicolo pilifero con lozioni a base di sostanze stimolanti e rimineralizzanti come la china, il crescione, l’ortica, il rosmarino o il peperoncino. In questi casi è necessario il consiglio del tricologo, perché quando i capelli chiedono aiuto, non è facile interpretare i segnali che mandano e comprendere se si tratta di una calvizie vera e propria o un fenomeno temporaneo. In generale possiamo sempre aiutarci con l’alimentazione assumendo frutta e verdura, ricche di minerali come lo zinco ad azione seboregolatrice, il ferro, che previene la caduta, il rame che accelera i processi di cheratinizzazione, il silicio che è un ottimo rimineralizzante e il magnesio. Utili anche le proteine (carni magre, pesce, legumi, uova) che apportano ossigeno ai bulbi piliferi, favorendo la naturale ricrescita del capello. Nei casi in cui l’alimentazione non include questi nutrienti possiamo integrare con integratori ad uso orale a base di miglio, equiseto, ortica o lievito di birra.

Vediamo quindi come preparare una lozione coadiuvante contro la caduta stagionale dei capelli
Ingredienti: una manciata di foglie essiccate di salvia, un rametto di rosmarino, un cucchiaio di foglie di tè verde essiccate, 2 cucchiai di alcool puro alimentare, un pizzico di peperoncino.

Preparazione: fate bollire in 250 ml d’acqua il rosmarino, la salvia e il tè. Filtrate il liquido, fateloraffreddare e aggiungete l’alcool e il peperoncino. Versatelo in un contenitore adatto per l’applicazione (es. un flacone con contagocce). Il prodotto durerà per varie applicazioni.

Applicazione: a capello asciutto, prima dello shampoo, applicate 5-6 gocce di lozione sul cuoio capelluto e massaggiatela per qualche minuto, facendo attenzione agli occhi. Tenete in posa 15 minuti poi procedete con lo shampoo.

A cosa serve? Il rosmarino e la salvia hanno proprietà stimolanti del microcircolo e il peperoncino ha attività revulsiva (richiama sangue). Di conseguenza, attraverso la circolazione del sangue, apporteranno tutte le sostanza nutritive che ridaranno nuova vitalità ai capelli prima indeboliti. Il tè verde è un ottimo antiossidante, inoltre stimola e rigenera il cuoio capelluto dallo stress. L’alcool preserva il vostro preparato dai microrganismi e funge da veicolo per la penetrazione cutanea.

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Scarpe Francesine o Stringate – Cosa Bisogna Sapere

Aggiornato il Dicembre 7, 2020 da Doretta

Le francesine o stringate maschili sono diventate negli anni uno dei modelli di scarpe più apprezzati e indossati dalle donne.

Le appassionate di moda le conoscono soprattutto come brogues, oppure oxford o derby shoes ma in italiano sono le stringate maschili. Sono più o meno 80 anni che vengono indossate anche dalle donne, prendendo l’appellativo di francesine. Ma quando e come sono nate queste popolarissime scarpe?

Le stringate maschili nascono nell’800 tra l’Irlanda e la Scozia, dove venivano chiamate con l’appellativo di Balmoral. Se ne distinguono fin da subito due tipologie: ci sono quelle in stile bal (le Oxford) e quelle in stile blücher (le Derby o Gibson). Si distinguono tra di loro principalmente perché le prime hanno le alette degli occhielli cucite sotto la tomaia, mentre le seconde le hanno cucite sopra alla tomaia.

Le Derby prendono il nome da un generale prussiano, Gebhard Leberecht von Blücher, che le volle per il suo esercito. In seguito, le armate di tutta Europa le indossarono, e le Derby andarono di moda nel 1850 come scarpe sportive da uomo.
Le Oxford derivano dall’oxonian, uno stivaletto corto con aperture sui lati in voga all’università di Oxford. Variano nella lavorazione ornamentale sulla punta con forellini, cuciture ricurve, talvolta anche frange
Fino ai primi del ‘900, le stringate sono e restano calzature ad esclusivo uso maschile: eleganti per le occasioni formali (oxford), oppure sportive e adatte per giocare a golf o andare a caccia (derby). Le cose cambiarono improvvisamente nel 1930, con le immagini di Marlene Dietrich vestita da uomo in Marocco: cilindro nero, frac con papillon bianco e stringate maschili. Si affiancano alla rivoluzionaria Marlene anche altre due regine dello stile androgino: Greta Garbo e Katherine Hepburn.

Risulta essere con gli anni 40 e 50 che si assiste al vero e proprio boom delle francesine, le stringate da donna: soprattutto in tempo di guerra infatti la moda femminile predilige la comodità e la classicità. Ambasciatrice delle scarpe da uomo diventa Lauren Bacall, che ama lo stile mannish anche fuori dal set.

La donna di polso indossa stringate e abiti maschili. E vince premi Oscar, come Faye Dunaway in Quinto potere (1976) e Diane Keaton in Io e Annie (1977). Gli anni Ottanta iniziano nel segno di re Giorgio (Armani), che propone una donna androgina, in tailleur giacca-pantalone.

Ben presto, le stringate finiscono sul red carpet: grazie alla sopracitata Diane Keaton, ma anche a Isabella Rossellini che nel 2003 si presenta al Lido di Venezia in completo gessato gilet-pantaloni e derby.

Oggi le francesine sono particolarmente apprezzate dalle donne chic, che amano abbinarle a carrot pants, pantaloncini oppure le indossano con le gonne.

Filed Under: Moda

Come Preparare un Impacco Rigenerante per i Capelli

Aggiornato il Gennaio 22, 2021 da Doretta

Alla fine dell’estate, dopo lunghi “trattamenti” a base di salsedine, cloro, sabbia e sole, i nostri capelli possono risultare piuttosto rovinati. Come agire in modo naturale, con un rimedio fai da te?

I semi di lino sono ricchi di acidi grassi omega 3 e 6 quindi sono indispensabili nutrienti per il nostro benessere e consigliati ad uso alimentare. Vengono impiegati anche per l’effetto emolliente sull’intestino, quindi efficaci contro la stipsi,e sono spesso utilizzati in cosmesi. Infatti sono davvero miracolosi per i capelli (ad uso estern) in quanto sono ricchi di fibre e mucillaggini, sostanze emollienti e riparatrici.

Ingredienti
250 ml di acqua
2 cucchiai di semi di lino
4/5 gocce di olio di semi di lino
4/5 gocce di olio di cocco (bene anche olio di oliva o mandorle dolci)
4/5 gocce di succo di limone
1 cucchiaino di miele

Preparazione
Versate in un pentolino due cucchiai di semi di lino insieme a 250 ml di acqua. Portate ad ebollizione a fuoco lento e lasciate riposare per alcune ore. Filtrate il liquido ottenuto e aggiungete alcune gocce di olio di semi di lino, e alcune di olio di cocco (oppure oliva o mandorle dolci), aggiungete alcune gocce di limone spremuto e un cucchiaino di miele. La consistenza deve essere cremosa e omogenea.

L’impacco, una volta pronto, deve essere utilizzato al momento. Spalmate in modo omogeneo il composto ottenuto su tutta la lunghezza dei vostri capelli e avvolgeteli in un asciugamano tiepido.

Attendete quindi 40 minuti in modo che agisca in profondità nel capello poi risciacquate i capelli con uno shampoo possibilmente naturale. Il risultato sarà un effetto morbido e setoso.

Inoltre, nel caso il cuoio capelluto fosse irritato, otterreste un’azione emolliente anche sull’epidermide, l’olio diminuisce infiammazioni, attenua il dolore e ridona elasticità e tono alla pelle.

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Come Preparare un Impacco per Gambe Pesanti

Aggiornato il Dicembre 7, 2020 da Doretta

L’applicazione di impacchi direttamente su gambe e caviglie può contribuire a ridurre la sensazione di pesantezza e di gonfiore, dovuti soprattutto al caldo, nel periodo estivo.

Un impacco efficace si può preparare con foglie di tè verde e pochi altri semplici elementi.

Ingredienti
2 cucchiai di foglie di tè verde
10 gocce di olio essenziale di menta piperita
5 gocce di olio essenziale di cipresso
1 cucchiaio di miele
Avrete bisogno di compresse di garze in cotone per l’applicazione.

Preparazione
Lasciate in infusione per qualche ora, in un litro di acqua bollente, 2 cucchiai di foglie di tè verde. Filtrate e lasciate raffreddare. A questo punto prendete un cucchiaio di miele, aggiungetevi 10 gocce di olio essenziale di menta piperita e 5 gocce di olio essenziale di cipresso, e fatelo sciogliere nel tè. L’olio di menta piperita dona una piacevole sensazione di freschezza mentre quello di cipresso, aiuta la circolazione.

Per rendere l’impacco più efficace, potete lasciare il preparato per trenta minuti in frigo.

Mescolate il tutto e immergete le garze in cotone. Strizzatele e applicate sulle gambe, soprattutto sulle caviglie. Rinnovate l’applicazione un paio di volte bagnando le garze.

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