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Blog di Doretta

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Doretta

Come Proteggere i Capelli dal Sole in Estate

Aggiornato il Luglio 20, 2021 da Doretta

Risulta essere tempo di vacanza e di libertà. Questo però non significa scordarsi dei propri gesti quotidiani di bellezza. Tra di essi troviamo quelli dedicati ai capelli, simbolo di femminilità, che in estate sono sottoposti a continui stress, soprattutto per il contatto con il sole, il cloro della piscina e l’acqua del mare. E’ tuttavia possibile attuare dei piccoli accorgimenti che persevereranno però la loro bellezza.

Sole: sì o no?
In realtà non è tanto il fatto di decider se esporsi al sole per lunghi periodi o meno. L’importante è farlo nel modo corretto. La regola generale che sconsiglia di prendere la tintarella nelle ore centrali della giornata (generalmente dalle ore dodici alle tre del pomeriggio) vale anche per la salute della nostra chioma.
E’ proprio in questo lasso di tempo infatti che i raggi solari cadono a picco sulla terra e disidratano maggiormente sia la pelle che i capelli. Se proprio non volete rinunciare al solleone, armatevi di un cappello di paglia a tesa larga o una bandana.

Quali prodotti utilizzare in spiaggia e in piscina?
In estate è d’obbligo usare prodotti ad hoc, diversi a seconda della situazione. In spiaggia si hanno due nemici principali dei capelli oltre al sole: la sabbia e la salsedine. Per evitare che la chioma si increspi a contatto con i granelli di sabbia, una buona idea è quella di raccogliere i capelli in un morbido chignon o una coda di cavallo. Da evitare assolutamente le forcine in metallo, che a causa del calore del sole diventerebbero roventi e non farebbero altro che infiammare la cute. Prima di esporsi, è consigliabile applicare un olio protettivo da acquistare in profumeria, erboristeria o farmacia, evitando le sottomarche da supermercato che non agiscono in profondità.
Alcuni prodotti hanno addirittura al loro interno un filtro solare che evita la completa penetrazione nelle fibre capillari dei raggi UVA. Come si stende l’olio? È molto semplice. Prendetene una dose abbondante e scaldatela per qualche secondo tra i palmi delle mani, dopodiché cominciate ad applicarlo dalla radice fino alle punte sui capelli asciutti, pettinando alla perfezione per uniformare al meglio. Ogni due o tre ore, riapplicate qualche goccia di prodotto, insistendo sulle punte. Questa soluzione serve anche a creare una barriera per la salsedine del mare e dal cloro della piscina, grande responsabili della secchezza dei capelli, specie quelli ricci.

Capelli asciutti o bagnati?
Anche se il caldo suggerirebbe di tenere i capelli principalmente bagnati, in realtà occorre fare qualche precisazione. La chioma, quando è ricca di acqua, si appesantisce, e tende a perdere la naturale elasticità. Inoltre, pettinando i capelli bagnati, si rischia di spezzarli irrimediabilmente. Come comportarsi allora? L’ideale sarebbe quello di bagnare i capelli esclusivamente quando ci si immerge in acqua, risciacquandoli sempre con cura sotto le apposite docce. Se il caldo diventasse molto intenso, si può tenere a portata di mano un piccolo erogatore spray riempito con acqua minerale, che non contiene sostanze ferrose e calcaree, e spruzzarne piccole quantità al bisogno.

Come trattare i capelli una volta a casa?
D’estate sicuramente i lavaggi aumentano, e per far fronte all’effetto crespo, è essenziale curare al massimo i capelli. Prima dello shampoo, provate a fare un impacco sui capelli asciutti con del balsamo unito a due cucchiaini di zucchero. Questo composto che sta spopolando tra le star, il “cowash”, pare sia miracoloso per donare morbidezza alla propria chioma. Dopo lo shampoo abituale (meglio se con prodotti non schiumosi), applicate una maschera iper-nutriente agli estratti di mango, papaya e tiarè e lasciate agire il più possibile. Cercate, se potete, di evitare al massimo phon a calde temperature e soprattutto l’utilizzo della piastra.

Qualche altro utile suggerimento
Risulta essere dal passato che arrivano i migliori consigli per la bellezza dei nostri capelli. Innanzi tutto, se non volete usare l’olio protettivo in spiaggia o in piscina, provate a sostituirlo con l’olio di Argan: naturale al 100%, assicura una morbidezza e una protezione altissimi. Inoltre, a differenza dell’olio tradizionale, non necessita di ripetute applicazioni. Aiutate i capelli anche a tavola: rendeteli più forti ai danni del sole mangiando ricche porzioni di carote e di frutta e verdura gialla ed arancione, ricca di Betacarotene, la vitamina che stimola la produzione della melatonina, che regala una splendida abbronzatura e rende più forti capelli ed unghie.

Filed Under: Guide

Come Organizzare lo Spazio in una Cucina

Aggiornato il Giugno 16, 2021 da Doretta

Per piccola che sia, la cucina è, nelle nostre case, uno spazio a sé, unico, irrinunciabile, attorno a cui ruota tutta la giornata.

Ecco come rendere lo spazio in cucina più sicuro e funzionale in dieci mosse,

Personalizzare è la prima cosa da fare, che siamo in affitto oppure in un appartamento di proprietà: arrediamo la nostra cucina imprimendo il nostro “marchio di fabbrica”. Basterà appendere una massima o una frase, un pensiero, ben incorniciato, che ci rispecchi.

Dare giusta collocazione a stoviglie, tessili e utensili vari: così ogni cosa sarà al suo posto, quando ne avremo bisogno. Le stoviglie poste più in alto possibile, saranno fuori dalla portata dei bambini, che, solitamente, le preferiscono ai loro giocattoli! Nei cassetti sottostanti vanno tovaglie, tovagliette e strofinacci. Se ne abbiamo la possibilità, utilizziamo più di un cassetto: questo sistema ci aiuterà a tenere il “conto” di quelli puliti.

Forno. Se stiamo ristrutturando o componendo la nostra cucina, un’ottima soluzione è posizionare il forno nella parte alta, sia per sicurezza (i bimbi ci giocano volentieri!) sia per nostra comodità: la schiena ringrazierà, col passare degli anni. Inoltre è bene sapere che, oltre al forno elettrico e microonde, si può cuocere anche in lavastoglie!

Uno spazio speciale. Può capitare che in famiglia qualcuno dei componenti o dei nostri amici più cari presenti un bisogno alimentare speciale. Le varie allergie e intolleranze, infatti, negli ultimi tempi mietono sempre più “vittime”. Non manchi uno spazio per queste esigenze, perché nessun commensale si senta poco accolto!

Superfici non curate possono contaminare alimenti e utensili con cui entrano a contatto. L’umidità e il calore aumentano il pericolo. Per evitarlo, è importante che le superfici siano realizzate con materiali resistenti, lisci e impermeabili, e che siano mantenute pulite e asciutte. Scegliendo superfici trattate in argento o quarzo, ci assicureremo una protezione antibatterica duratura nel tempo.

Luce. Una cucina dovrebbe sempre essere inondata di luce, per preparare in tutta sicurezza i nostri pasti. Una grande finestra con tendine essenziali, che coprano solo la metà inferiore, consentirà di far entrare più luce durante il giorno, mentre nel pomeriggio-sera delle luci collocate sopra, sotto o all’interno dei mobili doneranno atmosfera, funzionalità e stile alla nostra cucina. Quelle a LED permettono anche di risparmiare energia.

Quadri elettrici aggiuntivi installati nello spazio cucina ci permetteranno di controllare con facilità e sicurezza l’alimentazione elettrica dei vari elettrodomestici, grazie agli interruttori magnetotermici; così, con un semplice gesto, potremo togliere la corrente a uno degli elettrodomestici e continuare a usare gli altri tutte le volte che ne avremo necessità. Non è previsto dalle normative vigenti, per cui chiediamo al nostro elettricista di fiducia.

Piante aromatiche ed edibili sono le uniche piante che arrederanno in modo funzionale la nostra cucina, se proprio non riusciamo a farne a meno. Via libera, perciò, a tutto ciò che è verde e che si può anche mangiare. Evitiamo in cucina di utilizzare diffusori per ambienti, la cucina ha già i suoi buoni “profumi”!

Pavimenti antiscivolo sarebbero l’ideale anche in cucina, ma non sempre è possibile. Evitiamo, perciò, tappeti e tutto ciò che può farci inciampare.

Spazio dedicato. La cucina è lo spazio dove si prepara e, al limite, si consumano i pasti, perciò va da sé che la nostra postazione Internet sarà allestita in un altro angolino della nostra casa.

Filed Under: Casa

Come Sostituire gli Anodi di Magnesio dello Scaldabagno

Aggiornato il Giugno 16, 2021 da Doretta

Gli anodi di magnesio sono sottili sbarre presenti in molti scaldabagno elettrici e a gas e servono a proteggere il serbatoio dalla corrosione. Se sostituite l’anodo quando il boiler si avvicina all’età di dieci anni, l’apparecchio durerà molto di più. In questa guida impareremo come effettuare tale sostituzione.

Montare un anodo nuovo è molto semplice. Potete tranquillamente acquistarlo in un negozio di ferramenta o di idraulica. In caso contrario conviene rivolgersi ai centri assistenza della ditta produttrice. Oltre al pezzo di ricambio, avete bisogno di un secchio, del nastro adesivo da tubature e di una chiave inglese regolabile.

Se non avete una chiave inglese regolabile potete utilizzare una chiave a cricco. Chiudete il rubinetto generale dell’acqua. Se si tratta di uno scaldabagno elettrico, staccate anche la corrente. Se è a gas, chiudete il rubinetto che lo alimenta. Mettete il secchio sotto la valvola di drenaggio. Apritela e raccogliete una decina di litri d’acqua.

Usando la chiave inglese, togliete il dado (o tappo esagonale) sulla parte superiore del boiler. Estraete il vecchio anodo. Avvolgete la parte filettata all’estremità dell’anodo con il nastro adesivo e inseritelo nel foro. Avviate la sbarra a mano, poi usate la chiave inglese per stringerla più a fondo.

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Come Preparare Tavola per Ricevere gli Ospiti

Aggiornato il Giugno 16, 2021 da Doretta

Oggi parliamo di come preparare una perfetta tavola amica dell’ambiente. Che sia barocca o minimal chic, la tavola imbandita racconta al mondo così tanto di noi che nessun dettaglio deve essere lasciato al caso.

Il tovagliato
Da preferire i tessuti naturali come il lino o il cotone, nei toni del bianco opaco o crema. Si trovano facilmente in commercio anche tessuti provenienti da coltivazioni biologiche. Assolutamente vietati i tovaglioli di carta.

Il servizio e le posate
La vera rivoluzione sulla tavola eco riguarda proprio il servizio buono. Il materiale più ecologico che si possa utilizzare è il vetro, che rispetto alla ceramica ha un basso impatto ambientale in fase di produzione ed è completamente riciclabile. Ma se proprio non si riesce, banditi piatti di carta o plastica e lunga vita al MaterBi. Si tratta di un’innovativa famiglia di bioplastiche che utilizza componenti vegetali, come l’amido di mais, e polimeri biodegradabili ottenuti sia da materie prime di origine rinnovabile, sia da materie prime di origine fossile. All’apparenza sembra si tratti di plastica, ma in realtà è tutto biodegradabile. Quindi si differenzia nell’umido!

Il centrotavola e le decorazioni
Decorare la tavola con elementi naturali è il modo migliore per far capire ai propri ospiti che la natura è al centro del nostro mondo. Ci si può sbizzarrire con piccole decorazioni a base di fiori freschi, frutta o ortaggi di stagione. Molto chic anche l’utilizzo di minuscole piante grasse e le intramontabili candele, ma che siano di vera cera.

Le pietanze
La cucina della tradizione, a base di prodotti locali e di stagione, è la soluzione di tutti i problemi. Piatti semplici e gustosi, poco elaborati ma di grande effetto. Se poi il tema della serata è la natura suggeriamo coloratissimi appetizer a base di prodotti freschi e, al posto del dolce, optare per il formaggio abbinato a confetture fatte in casa o miele. Senza dimenticare che la ricerca di ingredienti sani e gustosi nei mercati di quartiere o nelle aziende agricole della zona è un ottimo argomento per la serata.

Le bevande
L’acqua, rigorosamente di rubinetto, va servita in tavola nelle caraffe di vetro. Sarebbe meglio evitare bevande zuccherate e gassate, e dare spazio a vino e birra: quella artigianale, poi, ha un gusto senza eguali.

Insomma, suggerimenti utili e creativi per proporre ai nostri ospiti una tavola che coniughi eleganza e rispetto per l’ambiente. Bastano pochi accorgimenti e il gioco è fatto.

Filed Under: Casa

Come Restaurare un Tavolino

Aggiornato il Marzo 12, 2021 da Doretta

Questo era un traballante tavolinetto trovato nella soffitta. Un nanosecondo dopo gli ingranaggi della mia
testa hanno cominciato a pensare a come trasformarlo: la forma non era niente male ma il colore
era un tristissimo marrone ( impiallacciato in legno scuro) e mi sono detta : sarà bianco con una
bella decorazione romantica.

OCCORRENTE
– pennello piatto per fondo
– fondo all’acqua per legno
– colore acrilico bianco
– carte con diversi soggetti: fiori, fate, uccellini
– forbicine piccole
– colla vinilica diluita con acqua ( cinque parti di colla in una di acqua)
– colori acrilici di diverse tonalità che si accordino con i soggetti scelti
– piattino di plastica
– pennellino a goccia fine
– pennello da stencil
– medium trasparente ritardante
– vernice trasparente all’acqua
– cera per mobili
– panno di cotone

SPIEGAZIONE
Appena ho avuto un po’ di tempo ho iniziato a carteggiarlo con carta abrasiva a grana media
per far aggrappare meglio i prodotti che sarei andata ad applicare successivamente, quindi l’ho
spolverato con un panno di cotone e ho steso con una spugnetta a trama sottile due mani di
gommalacca.

Poi ho passato due mani di fondo acrilico per legno, ho voluto provare un effetto diverso dal
solito fondo liscio e ho dato pennellate incrociate con il pennello grande saturo di colore così da
formare un sfondo un po’ mosso su cui poi nello stesso modo ho passato il bianco acrilico come
colore di fondo, le seconde pennellate si sono andate a sovrapporre alle prime creando un effetto
di texture incrociata davvero inatteso e niente male.
Come sempre le idee mi vengono di getto man mano che porto avanti il lavoro, la mia mente
rimescola le informazioni lette su libri, riviste e siti e salta fuori qualcosa di nuovo, difficilmente
decido prima tutti i passaggi, ho solo in testa la suggestione finale che dovrà suscitare l’oggetto
che sto lavorando.
E così è accaduto anche per la scelta delle immagini: ho cominciato a sfogliare le carte allegate
con le riviste di découpage e a mettere in una scatola quelle che seguivano la mia
immaginazione, poi le ho ritagliate con forbicine o da ricamo e le ho disposte alla rinfusa sul
tavolino.

Quindi ho cominciato a girarle e rigirarle finché non ho trovato la soluzione del “puzzle” che
avevo in testa, presa dall’impazienza di vederle incollate prima di dimenticarmi come le volevo
mettere ( e ripensandoci adesso avrei potuto anche fargli una foto come promemoria!!) le
bagnate con una spugnetta umida per far distendere le fibre della carta e ho messo la colla sul
tavolo procedendo per piccole aree, quindi le ho applicate facendole aderire al supporto calcando
dal centro verso l’esterno con le dita sporche di colla per far uscire le bolle d’aria, quindi ho
passato la colla anche sopra le figure e su tutto il tavolino.

A questo punto me lo sono guardato da lontano è pensato che non era ancora abbastanza
“magico” per essere un tavolino con le fate, forse valeva la pena fare un tentativo col pittorico.
Ho deciso di isolare con due mani di vernice trasparente all’acqua per poter , in caso di errori,
poterli pulire con una spugnetta umida senza rovinare il lavoro precedente.
Ho messo in un piattino i diversi colori che mi sarebbero serviti per le sfumature ( più simili
possibile al disegno originale ) , e mi sono armata di pennellino a goccia fine e pennellino da
stencil: ho cominciato a intingere il pennello a goccia fine in un bicchiere di acqua pulita e poi
nel colore, quindi a passarlo vicino alla figura, il tutto sempre procedendo figura per figura.
A colore ancora umido l’ho sfumato picchiettando sopra con il pennellino da stencil andando
dalla figura verso l’esterno.

Ho ripetuto l’operazione per piccole aree di colore, pulendo con carta da cucina il pennello da
stencil ogni volta che cambiavo colore. Ogni tanto mi allontanavo e me lo guardavo da lontano
girandogli intorno per vedere se le sfumature erano abbastanza graduali e ritoccavo qui e là.
Ho lasciato passare qualche giorno per guardarlo poi con “occhi nuovi”,infatti spesso quando
lavoro tante ore su un oggetto poi non riesco più a coglierne i difetti, così quando l’ho riguardato
ho deciso che le sfumature erano un po’ troppo forti e le ho volute uniformare con il colore di
fondo, quindi diluito con il medium trasparente ritardante che lo rende meno coprente e l’ho
messo con pennellino sottile nelle aree dove mi sembrava che il passaggio tra i diversi colori
delle sfumature non fosse abbastanza graduale, quindi l’ho picchiettato con il pennellino da
stencil.

Dopo la fase “creativa” arriva la fase della finitura: ho passato diverse mani di vernice
trasparente all’acqua,dopo circa 20 mani ho carteggiato con carta abrasiva a grana fine, quindi
spolverato e passato di nuovo la vernice ripetendo le stesse operazioni ma diminuendo volta per
volta la grana della carta, fino a quando non ho avvertito più al tatto lo scalino della carta .
Dopo l’ultima carteggiatura ho passato con un panno morbido la cera per mobili e strofinato per
lucidarlo.

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