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Blog di Doretta

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Guide

Cosa Sapere Prima di Prendere un Iguana

Aggiornato il Luglio 20, 2021 da Doretta

C’è chi, solo guardandole, prova un certo timore, e chi invece, passando davanti alla vetrina di un negozio di animali, resta affascinato da queste simpatiche creature verdi. Stiamo parlando delle iguane, rettili molto simili a lucertole, ma di dimensioni maggiori e caratterizzate dalla lentezza di movimenti.

Decidere di adottarne una non è una scelta facile da prendere. Contrariamente ai luoghi comuni, non è effettivamente semplice prendersene cura.

Andiamo subito a vedere quali sono le caratteristiche di questi affascinanti rettili. E’ facile distinguere gli esemplari maschi dalle femmine, per delle caratteristiche fisiche molto accentuate: i primi hanno una testa triangolare, le seconde, tonda.

Da non sottovalutare le dimensioni che le iguana di sesso maschile possono raggiungere (fino a 1,8 m); più contenute quelle delle femmine.
Considerando le grandi dimensioni che raggiungono in età adulta, è necessario tenere conto dell’ambiente che andrà ad ospitarli. Il terrario, dovrà dunque essere lungo il doppio delle sue dimensioni, e via via cambiarlo in base alla crescita del rettile.

Le iguane, hanno bisogno di un elevato tasso di umidità per crescere in modo adeguato, per cui è necessario dotare il terrario di una vaschetta d’acqua tiepida e, con l’ausilio di un nebulizzatore, spruzzare l’intero habitat almeno 2 volte al giorno.

Altro aspetto importante è rappresentato dai raggi UVB di cui questi animali necessitano per sintetizzare vitamina D3. Per tale motivo dobbiamo dotare il terrario di appositi neon, da tenere accesi per metà giornata (evitando la notte), che vadano a riprodurre gli stessi effetti dei raggi solari. Occorre ricreare un ambiente piuttosto diversificato, con temperature che oscillino dai 35-40 C° di giorno, e tra i 20-22 C° di notte.

Ricordiamo che si tratta di rettili vegetariani, la cui dieta è caratterizzata dal 95% da verdure e ortaggi, e dal restante 5% da fiori e frutta. Nei negozi di animali sono disponibili anche degli integratori appositi.

Ultimamente, si è diffusa la moda di portare al guinzaglio questi meravigliosi sauri. In realtà, le iguane non amano particolarmente essere maneggiate, e preferiscono di gran lunga la tranquillità del loro terrario. Da non sottovalutare la loro leggendaria aggressività: le iguane, sopratutto se di sesso maschile, sentendosi stressate o attaccate, si difendono con dei forti colpi di coda, e in casi estremi possono addirittura mordere!

Valutate bene dunque, la possibilità di adottarne una, per il solo piacere di tenerlo in casa. Non è un “animale d’arredo”, bensì richiede più cure ed attenzioni di molti altri animali domestici!

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Come Realizzare Detergenti e Detersivi Naturali in Casa

Aggiornato il Giugno 16, 2021 da Doretta

In principio c’era il sapone. Conosciuto già ai tempi dei Babilonesi. Originariamente creato con ingredienti naturali, ha subito diverse evoluzioni con lo svilupparsi della scienza chimica. I migliori rimangono i saponi solidi realizzati con olii naturali e profumati con le essenze. Per un bagno a prova di spa basta grattugiare il sapone naturale in una bacinella, scioglierlo lentamente con acqua calda e poi montarlo con il classico frustino della panna montata. Si otterrà una schiuma morbidissima e i principi naturali del sapone potranno essere spalmati sul corpo: la pelle ne trarrà il massimo giovamento.

I detersivi naturali ed ecologici sono regolamentati dal marchio Ecolabel. Trovare questa etichetta sulla confezione garantisce un basso impatto ambientale, sia per come il prodotto è stato realizzato sia in termini di smaltimento dei suoi componenti nell’ecosistema.

I detergenti biologici invece guardano con attenzione alla provenienza bio delle materie prime. Ma ciò non vuol dire che il prodotto finale sia meno inquinante. Guardare quindi sempre la lista degli ingredienti. Tensioattivi, candeggianti, profumi, coloranti, enzimi e additivi: tutto questo finisce nei fiumi e nei mari.

A volte sono leggende popolari, ma molto spesso i consigli della nonna in materia di educazione domestica sono la soluzione più economica ed ecologica. Per i vetri bastano l’alcool e i giornali vecchi, i pavimenti si lavano con la sola acqua calda, l’aceto è un anticalcare naturale molto più potente di quelli chimici. E forse non tutti sanno che il limone diluito in acqua tiepida è perfetto per togliere la muffa.

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Come Proteggere i Capelli dal Sole in Estate

Aggiornato il Luglio 20, 2021 da Doretta

Risulta essere tempo di vacanza e di libertà. Questo però non significa scordarsi dei propri gesti quotidiani di bellezza. Tra di essi troviamo quelli dedicati ai capelli, simbolo di femminilità, che in estate sono sottoposti a continui stress, soprattutto per il contatto con il sole, il cloro della piscina e l’acqua del mare. E’ tuttavia possibile attuare dei piccoli accorgimenti che persevereranno però la loro bellezza.

Sole: sì o no?
In realtà non è tanto il fatto di decider se esporsi al sole per lunghi periodi o meno. L’importante è farlo nel modo corretto. La regola generale che sconsiglia di prendere la tintarella nelle ore centrali della giornata (generalmente dalle ore dodici alle tre del pomeriggio) vale anche per la salute della nostra chioma.
E’ proprio in questo lasso di tempo infatti che i raggi solari cadono a picco sulla terra e disidratano maggiormente sia la pelle che i capelli. Se proprio non volete rinunciare al solleone, armatevi di un cappello di paglia a tesa larga o una bandana.

Quali prodotti utilizzare in spiaggia e in piscina?
In estate è d’obbligo usare prodotti ad hoc, diversi a seconda della situazione. In spiaggia si hanno due nemici principali dei capelli oltre al sole: la sabbia e la salsedine. Per evitare che la chioma si increspi a contatto con i granelli di sabbia, una buona idea è quella di raccogliere i capelli in un morbido chignon o una coda di cavallo. Da evitare assolutamente le forcine in metallo, che a causa del calore del sole diventerebbero roventi e non farebbero altro che infiammare la cute. Prima di esporsi, è consigliabile applicare un olio protettivo da acquistare in profumeria, erboristeria o farmacia, evitando le sottomarche da supermercato che non agiscono in profondità.
Alcuni prodotti hanno addirittura al loro interno un filtro solare che evita la completa penetrazione nelle fibre capillari dei raggi UVA. Come si stende l’olio? È molto semplice. Prendetene una dose abbondante e scaldatela per qualche secondo tra i palmi delle mani, dopodiché cominciate ad applicarlo dalla radice fino alle punte sui capelli asciutti, pettinando alla perfezione per uniformare al meglio. Ogni due o tre ore, riapplicate qualche goccia di prodotto, insistendo sulle punte. Questa soluzione serve anche a creare una barriera per la salsedine del mare e dal cloro della piscina, grande responsabili della secchezza dei capelli, specie quelli ricci.

Capelli asciutti o bagnati?
Anche se il caldo suggerirebbe di tenere i capelli principalmente bagnati, in realtà occorre fare qualche precisazione. La chioma, quando è ricca di acqua, si appesantisce, e tende a perdere la naturale elasticità. Inoltre, pettinando i capelli bagnati, si rischia di spezzarli irrimediabilmente. Come comportarsi allora? L’ideale sarebbe quello di bagnare i capelli esclusivamente quando ci si immerge in acqua, risciacquandoli sempre con cura sotto le apposite docce. Se il caldo diventasse molto intenso, si può tenere a portata di mano un piccolo erogatore spray riempito con acqua minerale, che non contiene sostanze ferrose e calcaree, e spruzzarne piccole quantità al bisogno.

Come trattare i capelli una volta a casa?
D’estate sicuramente i lavaggi aumentano, e per far fronte all’effetto crespo, è essenziale curare al massimo i capelli. Prima dello shampoo, provate a fare un impacco sui capelli asciutti con del balsamo unito a due cucchiaini di zucchero. Questo composto che sta spopolando tra le star, il “cowash”, pare sia miracoloso per donare morbidezza alla propria chioma. Dopo lo shampoo abituale (meglio se con prodotti non schiumosi), applicate una maschera iper-nutriente agli estratti di mango, papaya e tiarè e lasciate agire il più possibile. Cercate, se potete, di evitare al massimo phon a calde temperature e soprattutto l’utilizzo della piastra.

Qualche altro utile suggerimento
Risulta essere dal passato che arrivano i migliori consigli per la bellezza dei nostri capelli. Innanzi tutto, se non volete usare l’olio protettivo in spiaggia o in piscina, provate a sostituirlo con l’olio di Argan: naturale al 100%, assicura una morbidezza e una protezione altissimi. Inoltre, a differenza dell’olio tradizionale, non necessita di ripetute applicazioni. Aiutate i capelli anche a tavola: rendeteli più forti ai danni del sole mangiando ricche porzioni di carote e di frutta e verdura gialla ed arancione, ricca di Betacarotene, la vitamina che stimola la produzione della melatonina, che regala una splendida abbronzatura e rende più forti capelli ed unghie.

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Come Restaurare un Tavolino

Aggiornato il Marzo 12, 2021 da Doretta

Questo era un traballante tavolinetto trovato nella soffitta. Un nanosecondo dopo gli ingranaggi della mia
testa hanno cominciato a pensare a come trasformarlo: la forma non era niente male ma il colore
era un tristissimo marrone ( impiallacciato in legno scuro) e mi sono detta : sarà bianco con una
bella decorazione romantica.

OCCORRENTE
– pennello piatto per fondo
– fondo all’acqua per legno
– colore acrilico bianco
– carte con diversi soggetti: fiori, fate, uccellini
– forbicine piccole
– colla vinilica diluita con acqua ( cinque parti di colla in una di acqua)
– colori acrilici di diverse tonalità che si accordino con i soggetti scelti
– piattino di plastica
– pennellino a goccia fine
– pennello da stencil
– medium trasparente ritardante
– vernice trasparente all’acqua
– cera per mobili
– panno di cotone

SPIEGAZIONE
Appena ho avuto un po’ di tempo ho iniziato a carteggiarlo con carta abrasiva a grana media
per far aggrappare meglio i prodotti che sarei andata ad applicare successivamente, quindi l’ho
spolverato con un panno di cotone e ho steso con una spugnetta a trama sottile due mani di
gommalacca.

Poi ho passato due mani di fondo acrilico per legno, ho voluto provare un effetto diverso dal
solito fondo liscio e ho dato pennellate incrociate con il pennello grande saturo di colore così da
formare un sfondo un po’ mosso su cui poi nello stesso modo ho passato il bianco acrilico come
colore di fondo, le seconde pennellate si sono andate a sovrapporre alle prime creando un effetto
di texture incrociata davvero inatteso e niente male.
Come sempre le idee mi vengono di getto man mano che porto avanti il lavoro, la mia mente
rimescola le informazioni lette su libri, riviste e siti e salta fuori qualcosa di nuovo, difficilmente
decido prima tutti i passaggi, ho solo in testa la suggestione finale che dovrà suscitare l’oggetto
che sto lavorando.
E così è accaduto anche per la scelta delle immagini: ho cominciato a sfogliare le carte allegate
con le riviste di découpage e a mettere in una scatola quelle che seguivano la mia
immaginazione, poi le ho ritagliate con forbicine o da ricamo e le ho disposte alla rinfusa sul
tavolino.

Quindi ho cominciato a girarle e rigirarle finché non ho trovato la soluzione del “puzzle” che
avevo in testa, presa dall’impazienza di vederle incollate prima di dimenticarmi come le volevo
mettere ( e ripensandoci adesso avrei potuto anche fargli una foto come promemoria!!) le
bagnate con una spugnetta umida per far distendere le fibre della carta e ho messo la colla sul
tavolo procedendo per piccole aree, quindi le ho applicate facendole aderire al supporto calcando
dal centro verso l’esterno con le dita sporche di colla per far uscire le bolle d’aria, quindi ho
passato la colla anche sopra le figure e su tutto il tavolino.

A questo punto me lo sono guardato da lontano è pensato che non era ancora abbastanza
“magico” per essere un tavolino con le fate, forse valeva la pena fare un tentativo col pittorico.
Ho deciso di isolare con due mani di vernice trasparente all’acqua per poter , in caso di errori,
poterli pulire con una spugnetta umida senza rovinare il lavoro precedente.
Ho messo in un piattino i diversi colori che mi sarebbero serviti per le sfumature ( più simili
possibile al disegno originale ) , e mi sono armata di pennellino a goccia fine e pennellino da
stencil: ho cominciato a intingere il pennello a goccia fine in un bicchiere di acqua pulita e poi
nel colore, quindi a passarlo vicino alla figura, il tutto sempre procedendo figura per figura.
A colore ancora umido l’ho sfumato picchiettando sopra con il pennellino da stencil andando
dalla figura verso l’esterno.

Ho ripetuto l’operazione per piccole aree di colore, pulendo con carta da cucina il pennello da
stencil ogni volta che cambiavo colore. Ogni tanto mi allontanavo e me lo guardavo da lontano
girandogli intorno per vedere se le sfumature erano abbastanza graduali e ritoccavo qui e là.
Ho lasciato passare qualche giorno per guardarlo poi con “occhi nuovi”,infatti spesso quando
lavoro tante ore su un oggetto poi non riesco più a coglierne i difetti, così quando l’ho riguardato
ho deciso che le sfumature erano un po’ troppo forti e le ho volute uniformare con il colore di
fondo, quindi diluito con il medium trasparente ritardante che lo rende meno coprente e l’ho
messo con pennellino sottile nelle aree dove mi sembrava che il passaggio tra i diversi colori
delle sfumature non fosse abbastanza graduale, quindi l’ho picchiettato con il pennellino da
stencil.

Dopo la fase “creativa” arriva la fase della finitura: ho passato diverse mani di vernice
trasparente all’acqua,dopo circa 20 mani ho carteggiato con carta abrasiva a grana fine, quindi
spolverato e passato di nuovo la vernice ripetendo le stesse operazioni ma diminuendo volta per
volta la grana della carta, fino a quando non ho avvertito più al tatto lo scalino della carta .
Dopo l’ultima carteggiatura ho passato con un panno morbido la cera per mobili e strofinato per
lucidarlo.

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Come Restaurare una Sedia

Aggiornato il Marzo 12, 2021 da Doretta

In questa guida spieghiamo come restaurare una sedia.

Occorrente
sedia vecchia
sverniciatore
paglietta di ferro
carta vetro grossa e sottile
smalto satinato all’acqua bianco
pennelli
rullino
vinavil
carta da decoupage con motivo floreale
colore ad olio bruno van dyck
vernice all’acqua ronseal satinata
gommalacca(100 gr. di scaglie in un litro do alcool 99°)
carta scottex
salviettine per l’igiene intima dei bimbi

SPIEGAZIONE
Procuratevi in un mercatino una sedia controllando bene le gambe, che non siano rotte o
storte. Per prima cosa procedete alla ripulitura della sedia passando con un pennello lo
sverniciatore, lasciate agire per una mezz’ora e con la paglietta di ferro ripulite la sedia. Passate
la carta vetro a grana grossa e levigate bene ogni parte della sedia.
Incartate con carta nastro la parte esterna del sedile e passate lo smalto all’acqua prima con il
pennello e poi con il rullino solo sul quadrato della seduta.
Passatelo due volte e cartavetrate tra una mano e l’altra.

Ora procedete al decoupage. Ritagliate bene il motivo scelto e incollatelo con una soluzione di
acqua e vinavil al 50%.
Passate ora due mani di vernice all’acqua ronse al forzando l’asciugatura con il phon tra una
mano e l’altra per creare un craquèlé assolutamente naturale.
Ora passate sulla superficie verniciata il colore ad olio bruno van dyck facendolo penetrare bene
nelle crepe, tamponate con della carta scottex con movimenti circolari per togliere l’eccesso di
colore e, con le salviettine, ripulite il decoro e passatele sulla seduta fino ad ottenere il colore di
fondo desiderato.

Date più mani di vernice ronse al fino ad annegare completamente il decoro cartavetrando dopo
la quinta mano.
Ora preparate un tampone per la gommalacca con una pezza di lino o cotone riempiendola a
sacchetto con dei pezzi di lana e passate la gommalacca con movimenti circolari su tutta la sedia
tranne che sulla parte decorata. Passatela più volte sempre facendo asciugare tra una mano e
l’altra.
Il giorno dopo passate su tutta la sedia, anche sulla parte decorata, la cera neutra d’api usando
una pezza di lana.

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